Vendere una casa ricevuta in donazione nel 2026: cosa cambia

Per molti anni vendere un immobile ricevuto in donazione è stato considerato più complesso rispetto a una normale compravendita. Le possibili rivendicazioni degli eredi del donante creavano infatti incertezza per l’acquirente e potevano rendere più difficile anche ottenere un mutuo.

Tra la fine del 2025 e il 2026 il quadro normativo è però cambiato in maniera significativa.

Perché le case donate creavano difficoltà

La donazione viene spesso utilizzata all’interno delle famiglie per trasferire un immobile da una generazione all’altra.

Il problema nasceva dalla tutela riconosciuta dalla legge ai cosiddetti legittimari, cioè determinati familiari ai quali deve essere comunque riservata una quota del patrimonio ereditario.

Nel precedente sistema, in determinate circostanze, una donazione lesiva di questi diritti poteva produrre conseguenze anche nei confronti di chi aveva successivamente acquistato il bene.

Proprio questo rischio rendeva alcune banche particolarmente prudenti nel concedere finanziamenti garantiti da immobili di provenienza donativa e poteva scoraggiare gli acquirenti.

Cosa è cambiato con la riforma

La Legge 182/2025 ha modificato profondamente questa disciplina.

Uno degli elementi più importanti è il superamento dell’azione di restituzione nei confronti del terzo che abbia successivamente acquistato l’immobile dal beneficiario della donazione.

La tutela del legittimario leso non scompare, ma si sposta principalmente sul piano economico nei confronti del beneficiario della donazione.

L’obiettivo della riforma è quindi rendere più sicura la circolazione degli immobili provenienti da donazione e facilitarne anche l’utilizzo come garanzia per ottenere finanziamenti.

La disciplina è pienamente operativa dal giugno 2026, dopo il periodo transitorio previsto dalla riforma.

Significa che oggi vendere è sempre semplice?

La nuova normativa elimina uno dei principali ostacoli storicamente collegati a questi immobili, ma non rende inutili le verifiche.

Prima di mettere sul mercato una casa ricevuta in donazione è comunque opportuno ricostruire con precisione la provenienza del bene e controllare la relativa documentazione.

Data della donazione, situazione successoria, eventuali atti intervenuti nel tempo e disciplina transitoria possono richiedere valutazioni specifiche da parte dei professionisti competenti.

La regola più importante rimane quindi la stessa: verificare tutto prima di trovare l’acquirente.

Un mercato potenzialmente più semplice

Il tema interessa un numero considerevole di famiglie italiane. Secondo i dati del Consiglio Nazionale del Notariato, nel 2025 sono state registrate oltre 216.000 donazioni immobiliari.

La maggiore sicurezza introdotta dalla nuova disciplina può quindi avere conseguenze concrete anche sul mercato delle compravendite.

Per chi possiede a Palermo un immobile ricevuto in donazione e sta pensando di venderlo, il primo passaggio utile consiste nel verificare documentazione, caratteristiche dell’immobile e possibile valore di mercato.

Immobiliare BRAVA, con oltre 25 anni di esperienza nel settore immobiliare e più di 30 professionisti all’interno della propria struttura, può accompagnare il proprietario dalla valutazione iniziale fino alla conclusione della compravendita, coordinando gli aspetti necessari per presentare l’immobile sul mercato in maniera corretta e trasparente.