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  • Certificazione energetica edifici: cosa sapere

    Certificazione energetica edifici: cosa sapere

    La certificazione energetica degli edifici, nota anche come APE (Attestato di Prestazione Energetica), è un documento obbligatorio in molte situazioni che riguardano la compravendita, la locazione o la ristrutturazione di immobili. Fornisce informazioni fondamentali sulla classe energetica dell’edificio e sull’efficienza dei consumi.

    Che cos’è l’APE e quando è obbligatorio?

    L’APE indica quanta energia consuma un edificio per il riscaldamento, il raffrescamento, la produzione di acqua calda sanitaria e l’illuminazione. La classe energetica, espressa in una scala che va da A4 (la più efficiente) a G (la meno efficiente), aiuta acquirenti e affittuari a valutare i costi energetici dell’immobile.

    L’APE è obbligatorio nei seguenti casi:

    • Vendita o locazione di un immobile

    • Ristrutturazioni importanti che coinvolgono oltre il 25% della superficie dell’involucro

    • Nuove costruzioni

    • Annunci immobiliari: la classe energetica deve essere indicata chiaramente

    Vantaggi per i proprietari

    Oltre a rappresentare un obbligo di legge, ottenere una buona certificazione energetica può rivelarsi vantaggioso:

    • Maggiore valore dell’immobile: una classe energetica alta può aumentare il prezzo di vendita o il canone di affitto

    • Risparmio energetico: migliorie suggerite dall’APE possono ridurre notevolmente i costi delle bollette

    • Accesso a incentivi: per gli edifici che migliorano la propria efficienza energetica, sono disponibili detrazioni fiscali e bonus (come il Superbonus o l’Ecobonus)

    • Migliore comfort abitativo: un edificio efficiente mantiene temperature più costanti e migliora la qualità della vita

    Sanzioni in caso di mancata certificazione

    In caso di omissione dell’APE, si rischiano sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 18.000 euro nei casi più gravi. Inoltre, in caso di compravendita o locazione senza APE, il contratto resta valido ma si incorre in multe per entrambe le parti.

    La certificazione energetica degli edifici non è solo un adempimento normativo, ma anche uno strumento prezioso per valorizzare il proprio immobile, risparmiare e contribuire alla sostenibilità ambientale. Affidarsi a un tecnico abilitato per redigere l’APE è il primo passo per fare scelte consapevoli, sia in fase di vendita che di ristrutturazione.

  • Proprietà indivisa: chi paga le spese?

    Proprietà indivisa: chi paga le spese?

    Si parla di proprietà indivisa quando due o più persone sono titolari di un bene. Ognuna di esse ha quindi una quota dell’intera parte, con conseguente comunione sul bene. La situazione si verifica di frequente quando si ereditano beni immobili, e persiste fin quando non viene effettuata una divisione del bene.

    Chi paga le spese? Responsabilità pro quota e responsabilità solidale

    Nel contesto di una proprietà indivisa, i comproprietari sono tenuti a contribuire alle spese in proporzione alla rispettiva quota di proprietà. In caso di rapporti tra le parti, si applica quindi quella che viene definita “responsabilità pro quota”. In questa situazione è anche possibile stipulare un accordo per sostenere le spese in modo differente rispetto alle quote di proprietà. A differenze delle spese per l’ordinaria amministrazione, che possono essere sostenute da uno dei proprietari per poi essere eventualmente rimborsate, per le spese di straordinaria amministrazione, è necessario che ogni comproprietario possa dare l’approvazione. Per le innovazioni dell’immobile, viceversa, è richiesta una maggioranza qualificata con almeno i 2/3 delle quote.

    La regola, tuttavia, non viene applicata nei confronti delle spese condominiali. In questo secondo caso, in fatti, i comproprietari vengono considerati responsabili in solido. Ciò significa che, nel caso in cui l’amministratore non riceva il pagamento completo, può richiedere l’intero importo a entrambi i comproprietari indipendentemente dal fatto che uno dei due abbia già corrisposto la sua quota.

    Il debito nei confronti del condominio, in tal senso, ricade su entrambi i proprietari. Entrambi, di conseguenza, sono esposti al rischio di decreto ingiuntivo e pignoramento nel caso in cui la morosità non venga saldata.

    Perché una responsabilità solidale?

    Le ragioni sottese a questa scelta vanno ricercate nel codice civile, in cui viene stabilito che i comproprietari sono da considerarsi, nei confronti del condominio, come un unico soggetto. Basti pensare al fatto che, in assemblea di condominio, i comproprietari hanno diritto ad un solo voto. Nei rapporti tra i vari comproprietari opera quindi quella che potrebbe essere definita solidarietà passiva, secondo quanto sancito dal principio generale dettato dall’articolo 1299 c.c. L’articolo prevede infatti che, nel caso di pluralità di debitori, la solidarietà si presume. L’amministratore, per tale ragione, può legittimamente chiedere il pagamento dell’intero debito relativo alle spese condominiali dell’appartamento in comproprietà anche al singolo contitolare.