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  • Mercato immobiliare 2025: trend, previsioni e opportunità per chi compra e vende a Palermo

    Mercato immobiliare 2025: trend, previsioni e opportunità per chi compra e vende a Palermo

    Il 2025 si apre con segnali significativi per il mercato immobiliare italiano e, in particolare, per la città di Palermo. Dopo anni di oscillazioni legate al contesto economico globale, si intravede un quadro più stabile, caratterizzato da una domanda in crescita e da un crescente interesse per immobili efficienti dal punto di vista energetico.

    Per chi compra, vende o investe, comprendere l’andamento del mercato nel 2025 è fondamentale per prendere decisioni consapevoli.


    Prezzi degli immobili: tendenza stabile con leggere crescite

    Nel 2025 i prezzi degli immobili a Palermo mostrano un quadro sostanzialmente stabile, con aumenti moderati concentrati nei quartieri centrali e semicentrali. Zone come Politeama, Libertà e Mondello continuano a registrare un rafforzamento della domanda, soprattutto da parte di acquirenti italiani rientrati dall’estero e investitori del Nord.

    Fattori che influenzano i prezzi:

    • maggiore interesse per immobili ristrutturati o già efficientati;

    • incremento dei costi di costruzione che incide sulle nuove realizzazioni;

    • crescente domanda per proprietà con spazi esterni e metrature medio-grandi.


    Mutui e accesso al credito: condizioni più favorevoli

    Le politiche monetarie europee stanno progressivamente riportando tassi più favorevoli per le famiglie. Nel 2025 si prevede una maggiore facilità di accesso al credito, con banche orientate a sostenere mutui a tasso fisso e misto.

    Questo contesto favorisce soprattutto:

    • giovani coppie;

    • famiglie alla prima casa;

    • investitori che desiderano ampliare il proprio patrimonio immobiliare.


    Domanda in aumento per immobili di qualità

    Gli acquirenti mostrano una maggiore attenzione verso:

    • classe energetica (A o B preferite);

    • qualità costruttiva;

    • posizione servita da trasporti, scuole e servizi;

    • possibilità di personalizzazione.

    Questa tendenza mette in evidenza la necessità, per chi vende, di valorizzare l’immobile e prepararlo in modo adeguato per il mercato.


    Conclusioni

    Il 2025 si presenta come un anno di consolidamento e di nuove opportunità per il mercato immobiliare palermitano. Affidarsi a professionisti con oltre 25 anni di esperienza, come il team di Immobiliare Brava, permette di valutare ogni passaggio con la massima consapevolezza.

  • Bonus Casa: tutte le detrazioni e agevolazioni per chi ristruttura a Palermo

    Bonus Casa: tutte le detrazioni e agevolazioni per chi ristruttura a Palermo

    Anche quest’anno ci sono importanti conferme per chi decide di ristrutturare casa a Palermo, con una serie di agevolazioni fiscali che rendono più conveniente migliorare la propria abitazione dal punto di vista estetico, energetico e funzionale. Gli incentivi statali, rinnovati dal Governo, rappresentano un’opportunità concreta per aumentare il valore del proprio immobile e ridurre i costi complessivi dei lavori di ristrutturazione.

    Le principali agevolazioni confermate

    Tra i bonus più utilizzati e confermati troviamo:

    • Bonus Ristrutturazioni: detrazione del 50% sulle spese sostenute fino a un massimo di 96.000 €, applicabile a lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo.

    • Ecobonus: consente di ottenere detrazioni fino al 65% per interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica, come la sostituzione degli infissi, l’installazione di caldaie a condensazione, pannelli solari o sistemi di isolamento termico.

    • Bonus Mobili ed Elettrodomestici: dedicato a chi ristruttura e desidera arredare casa con mobili o grandi elettrodomestici nuovi, beneficiando di una detrazione del 50% fino a un tetto di spesa stabilito.

    Come richiedere i bonus casa

    Per accedere alle detrazioni fiscali è necessario presentare la documentazione richiesta tramite il portale ENEA, rispettando le scadenze previste per l’invio dei dati. È fortemente consigliato rivolgersi a un tecnico qualificato o a un consulente esperto che possa seguire l’intera procedura, verificare la conformità degli interventi e garantire la corretta gestione delle pratiche amministrative. In questo modo si evitano errori che potrebbero compromettere il diritto alle agevolazioni.

    Perché conviene ristrutturare a Palermo

    A Palermo, la domanda di immobili moderni, efficienti e sostenibili è in costante crescita, soprattutto da parte di giovani famiglie e acquirenti attenti al risparmio energetico. Ristrutturare oggi significa rendere la propria casa più confortevole e competitiva sul mercato, aumentando il valore patrimoniale e migliorando la qualità dell’abitare.

    Con le detrazioni fiscali, rinnovare la propria abitazione non è solo una scelta estetica, ma un vero e proprio investimento sul futuro: economico, ambientale e abitativo.

  • Case al mare a Palermo: le zone più richieste e i prezzi aggiornati

    Case al mare a Palermo: le zone più richieste e i prezzi aggiornati

    La provincia di Palermo offre alcune delle mete balneari più ricercate della Sicilia. Mondello, con la sua spiaggia di sabbia bianca e le ville liberty, resta la zona più esclusiva. Cefalù, invece, è perfetta per chi desidera un borgo storico a misura d’uomo, mentre Sferracavallo e Terrasini rappresentano valide alternative con prezzi più accessibili.

    Acquistare casa in una di queste località può essere un ottimo investimento immobiliare ma anche un ottimo metodo per migliorare la propria qualità di vita alloggiando in uno dei luoghi più belli d’Italia.

    Prezzi medi delle zone più richieste

    1. Mondello: da 3.500 €/mq fino a oltre 5.000 €/mq per le ville di pregio.
    2. Cefalù: 2.800–4.200 €/mq, con forte richiesta per le seconde case.
    3. Sferracavallo: intorno ai 2.000 €/mq, con un mercato in crescita.
    4. Terrasini: 1.800–2.500 €/mq, molto ricercata per case vacanza e investimenti.

    Investire oggi conviene?

    Acquistare una casa al mare a Palermo è una scelta vincente: l’interesse turistico cresce ogni anno, e il valore degli immobili tende a salire, soprattutto nelle zone con collegamenti veloci verso l’aeroporto Falcone-Borsellino.

    Suggerimento: valutare immobili con spazi esterni (terrazze o giardini) e possibilità di affitti brevi su piattaforme turistiche.

  • Piano colore degli edifici: cos’è e perché è importante

    Piano colore degli edifici: cos’è e perché è importante

    Quando si parla di ristrutturazioni o interventi sulla facciata di un immobile, uno degli aspetti spesso sottovalutati è il piano colore. Eppure, si tratta di uno strumento urbanistico fondamentale per la tutela dell’identità visiva di un quartiere o di un intero centro storico. Il piano colore degli edifici non è solo una questione estetica: è anche una norma da rispettare. Ma cos’è esattamente, quando entra in gioco e perché è così importante conoscerlo? Vediamolo insieme.

    Cos’è il piano colore

    Il piano colore è un documento urbanistico comunale che stabilisce quali tonalità possono essere utilizzate per le facciate degli edifici, in base alla zona di appartenenza. Viene definito da ogni Comune e fa parte del più ampio regolamento edilizio locale. L’obiettivo è armonizzare l’aspetto estetico degli immobili, tutelando l’identità architettonica e paesaggistica del territorio.

    Quando è obbligatorio rispettarlo

    Il rispetto del piano colore è obbligatorio in caso di interventi di manutenzione straordinaria, restauro o rifacimento delle facciate esterne. Prima di procedere con i lavori, è necessario consultare il regolamento comunale e presentare, se previsto, una comunicazione o richiesta di autorizzazione che rispetti le indicazioni cromatiche previste.

    Nei centri storici o in aree soggette a vincolo paesaggistico, il piano colore assume un ruolo ancora più stringente: eventuali modifiche non autorizzate possono essere sanzionate o obbligate alla rimozione.

    Perché è importante

    É uno strumento di valorizzazione del contesto urbano. Ecco perché è importante:

    • Evita contrasti estetici tra edifici adiacenti.

    • Preserva l’identità storica e culturale delle aree più antiche.

    • Favorisce l’armonia architettonica, aumentando il valore del contesto urbano.

    • Riduce l’impatto visivo degli interventi edilizi moderni.

    Inoltre, in molte città italiane, il piano colore viene aggiornato con l’ausilio di rilievi storici e tecnici, per garantire coerenza tra nuove esigenze abitative e patrimonio esistente.

    Come conoscere il piano colore del proprio immobile

    Ogni Comune rende disponibile il piano colore attraverso il proprio ufficio tecnico o sito istituzionale. In caso di dubbi, è sempre consigliabile affidarsi a un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra) o rivolgersi a un’agenzia immobiliare che conosca il territorio. Una scelta errata del colore della facciata può comportare ritardi nei lavori, richieste di modifica o addirittura sanzioni.

    Conoscere e rispettare l’aspetto estetico degli è fondamentale per chi intende ristrutturare o vendere un immobile, soprattutto in aree di pregio storico o architettonico. Non si tratta solo di una questione estetica, ma anche di conformità normativa e valorizzazione immobiliare. Se stai pensando di rinnovare la tua casa o hai bisogno di supporto per la vendita, Immobiliare BRAVA è al tuo fianco con competenza tecnica e conoscenza del territorio.

  • Immobile senza accatastamento: è un ostacolo?

    Immobile senza accatastamento: è un ostacolo?

    Nel mercato immobiliare può capitare di imbattersi in immobili privi di accatastamento o con una situazione catastale non aggiornata. Ma cosa significa realmente? E soprattutto: un immobile senza accatastamento rappresenta un ostacolo alla compravendita? La risposta è sì, nella maggior parte dei casi. In questo articolo spieghiamo perché il catasto è così importante, quali sono le conseguenze legali e pratiche di un immobile non accatastato e cosa fare per regolarizzare la situazione.

    Cos’è l’accatastamento di un immobile

    L’accatastamento è la procedura attraverso la quale un immobile viene registrato presso il Catasto dei Fabbricati, con l’attribuzione di una categoria catastale e di una rendita. Questo passaggio è fondamentale per l’identificazione giuridica e fiscale della casa. Senza accatastamento, l’immobile non esiste formalmente agli occhi dell’Agenzia delle Entrate e non può essere oggetto di atti pubblici come compravendite o donazioni.

    Cosa comporta

    Una casa non accatastata non può essere venduta né trasferita a terzi. Il notaio, infatti, non può procedere alla stipula dell’atto se manca l’identificazione catastale. Inoltre, l’assenza di accatastamento impedisce anche l’accesso a finanziamenti, mutui o pratiche edilizie. Dal punto di vista fiscale, l’immobile risulta “invisibile”, ma ciò non esclude eventuali sanzioni per mancata registrazione.

    Quando può accadere

    Le situazioni più comuni in cui la casa può risultare priva di accatastamento sono:

    • fabbricati rurali mai dichiarati al catasto urbano;

    • costruzioni abusive o realizzate senza titolo edilizio;

    • unità immobiliari di nuova costruzione per le quali non è ancora stata presentata la dichiarazione di fine lavori e conseguente accatastamento.

    Come regolarizzare un immobile non accatastato

    La regolarizzazione passa attraverso una dichiarazione di accatastamento presentata da un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere) all’Agenzia delle Entrate. In alcuni casi, soprattutto in presenza di difformità edilizie, sarà necessario anche sanare l’immobile dal punto di vista urbanistico prima di poter procedere all’inserimento in catasto. È quindi importante valutare con attenzione tempi, costi e fattibilità della procedura.

    Il ruolo dell’agenzia immobiliare

    Affidarsi a un’agenzia esperta come Immobiliare BRAVA può fare la differenza. Il nostro team è in grado di verificare la situazione catastale e urbanistica dell’immobile, individuare eventuali criticità e accompagnare il cliente nei passaggi necessari alla regolarizzazione, evitando perdite di tempo o errori che possono compromettere la trattativa.

    Un immobile senza accatastamento rappresenta un ostacolo concreto alla vendita o all’acquisto. Tuttavia, con una corretta assistenza tecnica e immobiliare, è possibile regolarizzare la situazione e rimettere l’immobile sul mercato. Se hai dubbi sulla conformità catastale di un immobile, contatta Immobiliare BRAVA: siamo pronti ad affiancarti con competenza e trasparenza in ogni fase del processo.

  • Cancellazione ipoteca: quando è automatica e quando serve farla

    Cancellazione ipoteca: quando è automatica e quando serve farla

    L’ipoteca è una garanzia reale che le banche o altri creditori possono iscrivere su un immobile per tutelarsi in caso di mancato pagamento di un debito, come ad esempio un mutuo. Una volta estinto il debito, tuttavia, l’ipoteca non si cancella sempre da sola: in alcuni casi serve una specifica richiesta, in altri invece la cancellazione avviene automaticamente. Ma quali sono le regole? In questo articolo vedremo nel dettaglio quando la cancellazione è automatica e quando deve essere espressamente richiesta, per evitare problemi in fase di vendita o nuova richiesta di finanziamento.

    Cos’è l’ipoteca e quando viene iscritta

    L’ipoteca viene solitamente iscritta su un immobile a favore della banca che eroga un mutuo. Questo le consente, in caso di inadempimento, di agire sull’immobile tramite pignoramento e vendita forzata, per recuperare le somme dovute.

    L’iscrizione è formale e pubblica, avviene nei registri immobiliari e resta valida fino a:

    • l’estinzione del debito
    • o, in ogni caso, venti anni dalla data dell’iscrizione (salvo rinnovazione).

    Cancellazione automatica

    La cancellazione automatica dell’ipoteca è prevista in caso di:

    • Mutuo fondiario regolarmente estinto
    • Estinzione dopo il 2 luglio 2007 (data di entrata in vigore della Legge Bersani, n. 40/2007)

    In questi casi, la banca è tenuta per legge a comunicare d’ufficio l’avvenuta estinzione del mutuo all’Agenzia delle Entrate – Conservatoria dei Registri Immobiliari, che provvede alla cancellazione senza costi per il cittadino e senza necessità di notaio.

    La cancellazione automatica avviene entro 30 giorni dalla comunicazione della banca, che ha tempo 30 giorni dall’estinzione del mutuo per trasmettere la richiesta.

    Quando la cancellazione va richiesta

    La cancellazione non è automatica nei seguenti casi:

    • Mutuo non fondiario
    • Ipoteca giudiziale (ad esempio per decreto ingiuntivo)
    • Ipoteca volontaria non connessa a un mutuo (ad esempio per prestiti garantiti da immobili)
    • Debiti estinti prima del 2007, in assenza di cancellazione

    In questi casi, è necessario:

    1. Richiedere l’assenso del creditore alla cancellazione
    2. Redigere un atto notarile o una dichiarazione autenticata
    3. Presentare il tutto in Conservatoria per ottenere la cancellazione

    Si tratta di una procedura a carico del proprietario, con tempi e costi variabili, spesso legati all’onorario notarile.

    Perché è importante cancellare l’ipoteca

    Un’ipoteca non cancellata, anche se il debito è stato estinto, rimane visibile nei registri immobiliari e può rappresentare un ostacolo:

    • Alla vendita dell’immobile
    • Alla richiesta di nuovi mutui o finanziamenti
    • Alla corretta valorizzazione del bene

    È dunque fondamentale verificare la situazione ipotecaria dell’immobile e, se necessario, intervenire per sanare o aggiornare la documentazione.

     

    Conoscere le differenze tra cancellazione automatica e cancellazione su richiesta dell’ipoteca è essenziale per chi possiede un immobile o sta valutando di venderlo. Una verifica tempestiva può evitare ritardi, spese aggiuntive e complicazioni in fase di compravendita.

    Immobiliare BRAVA offre assistenza completa anche su questi aspetti, con un team di consulenti preparati per guidarti nella gestione della documentazione e nella verifica ipotecaria dell’immobile.

     

  • Immobile in comproprietà: diritti e limiti da conoscere

    Immobile in comproprietà: diritti e limiti da conoscere

    L’immobile in comproprietà è una situazione frequente nel mercato immobiliare italiano, soprattutto in seguito a successioni ereditarie, acquisti congiunti tra familiari o coniugi, o donazioni. Quando un bene immobile è intestato a più persone, ciascun comproprietario detiene una quota ideale dell’intero, senza un’esatta divisione fisica della parte di sua spettanza. Ma quali sono i diritti e i limiti di chi si trova in questa condizione? In questo articolo analizziamo tutti gli aspetti fondamentali per gestire correttamente un bene in comunione.

    Cosa significa comproprietà

    La comproprietà è regolata dagli articoli 1100 e seguenti del Codice Civile. Ogni comproprietario è titolare di una quota ideale (espressa in frazioni: 1/2, 1/3, 1/4, ecc.), che gli conferisce diritti e doveri sull’intero immobile, non su una porzione specifica. Ad esempio, se due fratelli ereditano una casa al 50%, ciascuno ha diritto sull’intera abitazione in pari misura, non su stanze separate.

    I diritti del comproprietario

    Chi detiene una quota di un immobile in comproprietà ha diritto a:

    • Utilizzare l’immobile in modo conforme alla sua destinazione e senza impedire l’uso agli altri comproprietari.
    • Percepire eventuali frutti (affitti, canoni) in proporzione alla quota.
    • Partecipare alle decisioni relative alla gestione ordinaria o straordinaria dell’immobile.
    • Vendere la propria quota, anche senza l’accordo degli altri (con alcune limitazioni che vedremo).

    In caso di uso esclusivo dell’immobile, è necessario l’accordo tra tutti i comproprietari. In mancanza, chi utilizza il bene in modo esclusivo può essere obbligato a pagare un’indennità agli altri.

    I limiti della comproprietà

    Essere comproprietari comporta anche una serie di limitazioni:

    • Non è possibile disporre autonomamente dell’intero immobile, ma solo della propria quota.
    • Le decisioni di ordinaria amministrazione (come manutenzione, gestione spese, affitto) devono essere prese a maggioranza in base alle quote.
    • Le decisioni straordinarie, come la vendita dell’intero immobile o modifiche sostanziali, richiedono l’unanimità.
    • Un singolo comproprietario non può obbligare gli altri alla vendita, ma può agire per ottenere la divisione del bene.
    Divisione e uscita dalla comunione

    Se uno o più comproprietari desiderano sciogliere la comunione, possono richiedere:

    • La divisione consensuale, se c’è accordo tra le parti (con eventuale assegnazione delle porzioni).
    • La divisione giudiziale, che può portare alla vendita forzata del bene con ripartizione del ricavato.

    Un comproprietario può anche proporre agli altri l’acquisto delle sue quote, oppure acquistare quelle altrui e diventare unico intestatario dell’immobile.

    Vendita della propria quota

    Il singolo comproprietario ha diritto di cedere la propria quota, ma gli altri detentori godono del diritto di prelazione (acquisto preferenziale alle stesse condizioni offerte da terzi). Questo diritto tutela gli altri da ingressi indesiderati nella comunione.

    Gestire un immobile in comproprietà richiede equilibrio, consapevolezza giuridica e spesso anche una buona dose di mediazione tra interessi diversi. Conoscere i diritti e i limiti previsti dalla legge è fondamentale per evitare conflitti, tutelare il proprio patrimonio e prendere decisioni strategiche.

    Se hai dubbi o stai valutando la vendita o l’acquisto di una quota, Immobiliare BRAVA può affiancarti con consulenza personalizzata e supporto operativo in ogni fase della gestione.

  • Agibilità e abitabilità: differenze e cosa sapere

    Agibilità e abitabilità: differenze e cosa sapere

    Nel settore immobiliare, i termini agibilità e abitabilità vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile, ma in realtà indicano concetti diversi, regolati da normative specifiche. Comprendere la distinzione tra i due è fondamentale per chi sta acquistando, vendendo o ristrutturando un immobile. In questo articolo vedremo cosa significano, quali sono le principali differenze e quali implicazioni hanno in una compravendita.

    Cosa si intende per agibilità

    L’agibilità è il certificato che attesta la sicurezza, la salubrità e l’igiene di un immobile, oltre alla conformità agli standard di risparmio energetico e accessibilità previsti dalla legge. È disciplinata dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001), che ha unificato le nozioni di agibilità e abitabilità, sostituendole con un unico concetto esteso a tutte le tipologie di immobili: residenziali, commerciali, produttivi, ecc.

    L’agibilità, quindi, non riguarda solo le abitazioni, ma anche uffici, negozi, capannoni industriali e ogni altro tipo di costruzione destinata a un uso continuo da parte delle persone.

    Il certificato di agibilità viene rilasciato dal Comune su richiesta del proprietario o del tecnico abilitato, dopo la conclusione dei lavori e il rispetto di tutte le normative tecniche e urbanistiche.

    Cosa si intende per abitabilità

    L’abitabilità è un concetto più specifico, legato esclusivamente agli immobili a uso residenziale. In passato, il certificato di abitabilità serviva ad attestare che una casa potesse essere abitata da persone in modo stabile, rispettando requisiti minimi di:

    • areazione e illuminazione naturale
    • altezze interne minime
    • impianti funzionanti e a norma

    Dal 2001, però, il certificato di abitabilità è stato assorbito in quello di agibilità. Oggi, dunque, non si rilasciano più certificati separati: esiste un unico certificato di agibilità, che vale anche come abitabilità per gli immobili residenziali.

    Le principali differenze

    Anche se oggi il concetto è unificato, è utile ricordare le principali differenze storiche e funzionali:

    • L’agibilità riguarda qualsiasi tipo di immobile (residenziale e non), mentre l’abitabilità si riferisce solo alle abitazioni.
    • L’abitabilità era focalizzata sul comfort abitativo, mentre l’agibilità include anche aspetti di sicurezza strutturale, normativa energetica e accessibilità.
    • Nelle compravendite di immobili datati, può ancora emergere la distinzione, soprattutto se i certificati risalgono a prima del 2001.
    Perché è importante in una compravendita

    In una compravendita immobiliare, la presenza del certificato di agibilità è un elemento essenziale. La sua assenza non rende nullo l’atto di compravendita, ma può comportare difficoltà nella richiesta di mutui, nel cambio di residenza, nella stipula di contratti di fornitura, e può ridurre il valore dell’immobile.

    È buona prassi richiedere sempre questo documento prima dell’acquisto, o regolarizzarne l’assenza tramite tecnico abilitato.

    Conoscere le differenze tra agibilità e abitabilità è fondamentale per chi compra o vende casa. Sebbene oggi sia previsto un unico certificato, le implicazioni pratiche restano rilevanti, soprattutto negli immobili più datati o in caso di ristrutturazioni. Affidarsi a professionisti del settore, come Immobiliare BRAVA, significa ricevere assistenza completa nella verifica documentale e nella gestione dell’intera pratica.

  • Proprietà indivisa: come vendere o acquistare una quota

    Proprietà indivisa: come vendere o acquistare una quota

    La proprietà indivisa è una forma di comproprietà in cui due o più soggetti detengono congiuntamente i diritti su un bene, senza che sia materialmente divisa la porzione spettante a ciascuno. Questo accade, ad esempio, quando si eredita un immobile in più persone o quando si acquista una casa in comunione. Ma cosa accade se uno dei comproprietari vuole vendere o acquistare una quota dell’immobile? Quali sono i diritti, le tutele e le procedure previste dalla legge? In questo articolo facciamo chiarezza su come gestire correttamente queste situazioni.

    Cos’è una proprietà indivisa

    La proprietà indivisa si verifica quando un immobile è intestato a più persone contemporaneamente, che ne detengono una quota ideale, ma non fisicamente separata. Nessun comproprietario può vantare diritti esclusivi su una parte specifica della casa, salvo diversa indicazione contrattuale o successiva divisione.

    Situazioni di proprietà indivisa sono comuni in caso di successioni ereditarie, acquisti in comunione legale tra coniugi, o investimenti immobiliari con altri soggetti.

    Vendita di una quota: è possibile?

    Sì, ogni comproprietario ha il diritto di vendere la propria quota dell’immobile, anche senza il consenso degli altri. Tuttavia, la legge riconosce agli altri comproprietari il diritto di prelazione: in caso di vendita a un terzo estraneo, devono essere informati della proposta d’acquisto e possono esercitare la prelazione, acquistando alle stesse condizioni entro 60 giorni.

    Attenzione: vendere una quota indivisa può risultare poco appetibile per gli acquirenti, poiché non garantisce il pieno possesso del bene, ma solo una comproprietà.

    Acquisto di una quota: cosa sapere

    Chi intende acquistare una quota indivisa deve valutare con attenzione:

    • L’utilizzabilità del bene: in molti casi non sarà possibile disporre liberamente dell’immobile senza accordo con gli altri proprietari.
    • Le spese comuni: l’acquirente subentra nei diritti ma anche nei doveri, come le spese condominiali o straordinarie.
    • Il rischio di contenziosi: se i rapporti tra i comproprietari sono tesi, possono nascere conflitti sulla gestione dell’immobile.
    Divisione e scioglimento della comproprietà

    Quando uno o più comproprietari desiderano sciogliere la comunione, possono:

    • Chiedere una divisione consensuale, se c’è accordo tra le parti.
    • Richiedere la divisione giudiziale, che può portare alla vendita all’asta del bene e alla ripartizione del ricavato.

    In alternativa, un comproprietario può acquistare le quote degli altri, diventando proprietario esclusivo dell’immobile.

    Gestire l’acquisto o la vendita di una quota in proprietà indivisa richiede attenzione e consapevolezza degli aspetti legali, fiscali e relazionali. Affidarsi a professionisti del settore immobiliare, come Immobiliare BRAVA, significa poter contare su consulenze qualificate per valutare ogni passaggio e prendere decisioni strategiche.

  • Donazione di immobili ai figli: vantaggi, rischi e costi

    Donazione di immobili ai figli: vantaggi, rischi e costi

    La donazione di immobili ai figli è una scelta sempre più frequente tra i genitori che vogliono anticipare il passaggio generazionale della proprietà. Ma prima di procedere, è importante valutare con attenzione vantaggi, costi e potenziali rischi legati a questo tipo di operazione.

    Che cos’è la donazione di un immobile?

    La donazione è un atto con cui una persona trasferisce gratuitamente un bene (in questo caso un immobile) a un’altra, con effetto immediato. Per essere valida, deve essere redatta da un notaio, alla presenza di due testimoni.

    Vantaggi della donazione ai figli

    Donare un immobile ai figli può portare diversi benefici:

    • Anticipazione della successione: evita eventuali conflitti futuri tra eredi

    • Ottimizzazione fiscale: se si dona ai figli, non si pagano imposte di successione fino a 1 milione di euro di valore per beneficiario

    • Gestione del patrimonio: permette ai genitori di scegliere in vita come distribuire i beni

    I costi della donazione

    La donazione comporta comunque alcuni costi notarili e fiscali, che dipendono dal valore dell’immobile e dalla relazione tra donante e beneficiario:

    • Imposta di registro: 200 euro

    • Imposta ipotecaria: 200 euro

    • Imposta catastale: 200 euro

    • Parcella notarile: variabile, in base al valore del bene

    • Eventuali spese per la trascrizione e voltura catastale

    Nel caso in cui l’immobile non sia “prima casa” per il donatario, si applicano imposte proporzionali.

    Rischi da considerare

    La donazione non è sempre la soluzione ideale. Tra i rischi più comuni:

    • Impugnabilità da parte di altri eredi entro 10 anni dalla morte del donante

    • Difficoltà nella rivendita dell’immobile: molti acquirenti e banche evitano di acquistare case donate, proprio per timore di future contestazioni

    • Revocabilità in alcuni casi, ad esempio per ingratitudine o sopravvenienza di figli

    Per questo è consigliabile valutare soluzioni come il trust, il patto di famiglia o la nuda proprietà in alternativa alla donazione tradizionale.

    La donazione di un immobile ai figli può essere uno strumento utile per la pianificazione patrimoniale, ma richiede una valutazione attenta dei costi, dei vincoli e delle conseguenze future. Prima di procedere, è sempre opportuno affidarsi a un notaio o a un consulente legale e fiscale per scegliere la formula più adatta al proprio caso.