Tag: immobile

  • Rogito notarile: quali documenti servono

    Rogito notarile: quali documenti servono

    Il rogito notarile è l’atto pubblico con cui si perfeziona la compravendita di un immobile. È un momento cruciale che sancisce il trasferimento ufficiale della proprietà e viene redatto da un notaio. Ma quali documenti servono per il rogito? Conoscere l’elenco completo aiuta a evitare ritardi o problemi nel giorno della firma.

    Chi deve fornire i documenti?

    Sia il venditore che l’acquirente devono presentare una serie di documenti personali e relativi all’immobile. Il notaio verifica la conformità di tutti gli atti per garantire la sicurezza giuridica dell’operazione.

    Documenti necessari per il rogito: acquirente

    1. Documento d’identità e codice fiscale (in corso di validità).

    2. Certificato di residenza e stato civile (spesso autocertificabili).

    3. Dati del conto bancario per il versamento del prezzo (se richiesto).

    4. Copia del preliminare di compravendita (se è stato firmato).

    5. Mutuo: in caso di acquisto con finanziamento, è necessario presentare:

      • Copia del contratto di mutuo;

      • Eventuale atto di surroga.

    Documenti necessari per il rogito: venditore

    1. Documento d’identità e codice fiscale.

    2. Titolo di proprietà dell’immobile (es. precedente rogito, donazione, successione).

    3. Visura catastale e planimetria catastale aggiornata.

    4. Certificato di agibilità dell’immobile.

    5. Attestato di Prestazione Energetica (APE) obbligatorio per legge.

    6. Documentazione su eventuali lavori edilizi, con permessi e concessioni.

    7. Certificazione degli impianti (elettrico, idraulico, ecc.), se disponibile.

    8. Condominio: dichiarazione su regolarità dei pagamenti e verbali delle ultime assemblee.

    9. Conformità catastale e urbanistica.

    Altri documenti utili

    • Eventuali deleghe, se una parte è rappresentata da un procuratore.

    • Eventuali accordi separati (es. mobili inclusi, caparra, condizioni particolari).

    • Certificato di destinazione urbanistica, se l’immobile ha terreni annessi.

    Arrivare preparati al rogito notarile significa risparmiare tempo e problemi. Il notaio ha il compito di verificare ogni documento, ma è responsabilità delle parti fornire tutto il necessario con anticipo. In caso di dubbi, è sempre consigliabile chiedere un elenco personalizzato al proprio notaio.

  • Tasse sulla vendita di un immobile: quali sono e quando si pagano

    Tasse sulla vendita di un immobile: quali sono e quando si pagano

    Vendere una casa in Italia comporta, oltre agli aspetti burocratici e legali, anche delle implicazioni fiscali. Capire quali tasse si pagano sulla vendita di un immobile e quando scattano è fondamentale per evitare sorprese e pianificare al meglio l’operazione. Vediamolo nel dettaglio.

    Tasse: Plusvalenza immobiliare

    La tassa più importante legata alla vendita di un immobile è quella sulla plusvalenza. Si tratta del guadagno realizzato se vendi l’immobile a un prezzo superiore rispetto a quello d’acquisto. La plusvalenza è tassabile solo in determinati casi:

    • Se l’immobile è stato rivenduto entro 5 anni dall’acquisto (esclusi casi di prima casa abitata).

    • Se non è stato adibito ad abitazione principale per la maggior parte del tempo tra acquisto e vendita.

    L’imposta può essere:

    • Sostitutiva del 26%, da versare al momento del rogito se dichiarata dal notaio.

    • Oppure da dichiarare in sede di dichiarazione dei redditi, con tassazione IRPEF ordinaria.

    Imposte ipocatastali e altre spese

    Se vendi un immobile, non sei tenuto a pagare le imposte ipotecarie e catastali, che sono invece a carico dell’acquirente. Tuttavia, potrebbero esserci costi indiretti, come:

    • Spese notarili (se la vendita avviene tramite notaio scelto dal venditore).

    • Certificazioni obbligatorie (come l’APE – Attestato di Prestazione Energetica).

    • Eventuali imposte arretrate, se presenti.

    Esenzioni e casi particolari

    In alcuni casi, non si paga alcuna tassa sulla plusvalenza, ad esempio:

    • Se si vende dopo 5 anni dall’acquisto.

    • Se si vende un immobile ereditato (in genere esente, salvo casi di cessione speculativa).

    • Se l’immobile è stato adibito a prima casa per la maggior parte del tempo.

    Vendere casa può comportare obblighi fiscali non sempre immediati da capire. Sapere quali tasse si pagano e quando scattano aiuta a pianificare meglio la vendita e ad evitare errori. In caso di dubbi, è sempre consigliabile consultare un esperto.

  • Successione immobiliare: cosa fare quando si eredita una casa

    Successione immobiliare: cosa fare quando si eredita una casa

    Ricevere un immobile in eredità è un evento che può avere un forte impatto, non solo emotivo ma anche dal punto di vista burocratico e fiscale. In questi casi è importante sapere quali sono i passaggi da seguire per gestire correttamente una successione immobiliare e per evitare ritardi o problematiche legali.

    Cos’è la successione immobiliare

     É il procedimento legale attraverso cui un immobile viene trasferito agli eredi a seguito del decesso del proprietario. Può avvenire in due forme:

    • Successione testamentaria, se esiste un testamento valido;

    • Successione legittima, in assenza di testamento, secondo le quote stabilite dalla legge.

    Cosa fare quando si eredita un immobile

    Ecco i principali passaggi da seguire:

    1. Presentare la dichiarazione di successione
      Va presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dal decesso. Serve per trasferire ufficialmente i beni agli eredi e calcolare le imposte dovute.

    2. Pagare le imposte di successione
      L’imposta dipende dal grado di parentela con il defunto e dal valore dell’immobile. Per figli e coniugi, una franchigia di 1 milione di euro per ciascun erede è prevista.

    3. Aggiornare i dati catastali
      Dopo la successione, è obbligatorio comunicare il cambio di intestazione all’Agenzia delle Entrate – Catasto, attraverso la voltura catastale.

    4. Gestire eventuali comproprietà
      Se l’immobile viene ereditato da più persone, è importante stabilire la gestione condivisa o decidere per una divisione.

    5. Valutare il futuro dell’immobile
      Gli eredi possono decidere di abitare, affittare o vendere l’immobile. In caso di vendita, è necessario verificare eventuali vincoli legati alla successione, come il rispetto dei termini fiscali per l’esenzione da plusvalenze.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La successione immobiliare può nascondere criticità legate a debiti, ipoteche o vincoli. Per questo è sempre consigliabile rivolgersi a un notaio o a un consulente esperto che possa guidare l’erede in modo chiaro e sicuro.

    Ereditare una casa comporta responsabilità e adempimenti precisi. Affrontare ogni fase con la giusta consapevolezza, e con il supporto di professionisti qualificati, è fondamentale per tutelare i propri diritti e valorizzare al meglio il patrimonio ricevuto.

  • Cambio di destinazione d’uso: come funziona e quando è possibile

    Cambio di destinazione d’uso: come funziona e quando è possibile

    Il cambio di destinazione d’uso è un’operazione urbanistica che consente di modificare la funzione di un immobile, ad esempio trasformando un locale commerciale in abitazione o viceversa. In un contesto dinamico come quello immobiliare, questa possibilità rappresenta spesso una strategia utile per valorizzare un bene o adattarlo a nuove esigenze. Ma come funziona e quando è realmente possibile?

    Cos’è il cambio di destinazione d’uso

    Con cambio di destinazione d’uso si intende la modifica della categoria funzionale a cui appartiene un immobile. Le categorie principali sono:

    • Residenziale

    • Commerciale

    • Direzionale (uffici)

    • Industriale/artigianale

    • Turistico-ricettiva

    Il cambio può avvenire con o senza opere edilizie: nel primo caso si parla di interventi che prevedono modifiche strutturali; nel secondo, si tratta di semplici variazioni d’uso senza interventi edilizi rilevanti.

    Quando è possibile effettuare il cambio

    La possibilità di effettuare il cambio di destinazione d’uso dipende da diversi fattori:

    • Piano regolatore comunale (PRG): ogni Comune stabilisce se e quando è consentito il cambio tra specifiche destinazioni.

    • Vincoli urbanistici o paesaggistici: in alcune zone, ad esempio nei centri storici o in aree sottoposte a tutela, le possibilità possono essere limitate.

    • Tipo di intervento: se comporta opere edilizie, è necessaria una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o un permesso di costruire.

    In ogni caso è fondamentale verificare la conformità urbanistica e catastale dell’immobile.

    Quando può essere conveniente

    Il cambio di destinazione d’uso è spesso una scelta strategica quando si desidera:

    • Rendere un immobile più appetibile sul mercato;

    • Adeguare un bene ereditato o inutilizzato a nuove esigenze abitative o commerciali;

    • Ottenere una rendita più elevata da un affitto, modificando l’uso in funzione della domanda della zona.

    Il cambio di destinazione d’uso è uno strumento potente per valorizzare un immobile, ma va pianificato con attenzione. Prima di avviare la procedura, è sempre consigliato rivolgersi a professionisti esperti in materia edilizia e urbanistica, per evitare errori e agire nel pieno rispetto della normativa vigente.

  • Accollo del mutuo: cos’è e quando può essere una soluzione?

    Accollo del mutuo: cos’è e quando può essere una soluzione?

    Nel mercato immobiliare, l’accollo del mutuo è una soluzione spesso sottovalutata, ma che può rivelarsi molto utile sia per chi vende che per chi compra casa. Capire bene cosa significa accollarsi un mutuo e in quali situazioni può essere vantaggioso è fondamentale per fare una scelta consapevole.

    Cos’è l’accollo del mutuo

    L’accollo del mutuo è un accordo con cui un soggetto subentra al debitore originario nel pagamento di un finanziamento ipotecario già esistente. Questo può avvenire quando si acquista un immobile ancora gravato da mutuo: invece di estinguerlo, l’acquirente “si accolla” il debito residuo, assumendosi l’obbligo di versare le rate future alla banca.

    Tipologie di accollo

    Esistono due tipi di accollo:

    • Accollo cumulativo: il nuovo debitore si aggiunge al vecchio. La banca potrà rivalersi su entrambi in caso di inadempienza.

    • Accollo liberatorio: il nuovo debitore sostituisce completamente il precedente, che viene liberato da ogni obbligo.

    L’accollo è valido solo se la banca acconsente espressamente, anche se nella pratica spesso l’accordo avviene tra venditore e acquirente, con l’istituto informato in un secondo momento.

    Quando conviene l’accollo del mutuo?

    L’accollo può essere una soluzione vantaggiosa in diversi casi:

    • Se il mutuo ha condizioni favorevoli, come un tasso d’interesse più basso rispetto a quelli attuali.

    • Se si vogliono evitare le spese di apertura di un nuovo mutuo (istruttoria, perizia, notaio, imposta sostitutiva).

    • Se si desidera risparmiare tempo nella fase di compravendita.

    Per il venditore, l’accollo può rappresentare una via per liberarsi del debito e facilitare la vendita dell’immobile.

    Attenzione agli svantaggi

    Non sempre però l’accollo è conveniente. Se il mutuo ha condizioni poco vantaggiose o se la banca non concede l’accollo liberatorio, il rischio per il venditore è di restare comunque responsabile del debito.

    L’accollo del mutuo è uno strumento utile, ma va valutato caso per caso. Prima di procedere è consigliabile confrontarsi con un consulente immobiliare o un esperto del credito per verificare se rappresenti davvero la scelta più conveniente.

  • Cedolare secca o tassazione ordinaria? Quale conviene di più per gli affitti

    Cedolare secca o tassazione ordinaria? Quale conviene di più per gli affitti

    Quando si affitta un immobile, una delle prime decisioni da prendere riguarda il regime fiscale da applicare al contratto di locazione. La scelta è tra due opzioni: cedolare secca o tassazione ordinaria. Quale conviene di più? La risposta dipende da diversi fattori, tra cui il reddito complessivo del proprietario, la tipologia di contratto e l’importo del canone.

    Cos’è la cedolare secca

    La cedolare secca è un regime facoltativo che permette di applicare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali sul reddito derivante da locazione. Prevede due aliquote:

    • 21% per i contratti a canone libero (4+4 anni);

    • 10% per i contratti a canone concordato (in comuni ad alta tensione abitativa o con carenze di offerta abitativa).

    Chi opta per la cedolare secca non può aggiornare il canone ISTAT e rinuncia al pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo sul contratto.

    Cos’è la tassazione ordinaria

    Con la tassazione ordinaria, i redditi da locazione vengono sommati al reddito complessivo e tassati in base agli scaglioni IRPEF (dal 23% al 43%, oltre alle addizionali comunali e regionali). A differenza della cedolare secca, è possibile dedurre una parte delle spese e aggiornare il canone annualmente secondo l’ISTAT.

    Quale conviene di più?

    In genere, la cedolare secca conviene se il proprietario ha un reddito medio-basso, perché l’aliquota applicata (soprattutto quella al 10%) risulta inferiore a quella ordinaria. È particolarmente vantaggiosa anche per chi desidera semplificare la gestione fiscale e ridurre le imposte da versare.

    La tassazione ordinaria può risultare più adatta in caso di elevate spese deducibili, o se il reddito da locazione è una piccola parte del reddito complessivo, già soggetto ad aliquote più basse.

    Non esiste una risposta univoca: per scegliere tra cedolare secca o tassazione ordinaria è importante valutare il proprio profilo fiscale, il tipo di contratto e la zona dell’immobile. Rivolgersi a un professionista è il modo migliore per ottimizzare la propria rendita e risparmiare sulle tasse.

  • Ristrutturare prima di vendere: quando conviene?

    Ristrutturare prima di vendere: quando conviene?

    Vendere una casa è un’operazione che richiede strategia e valutazioni attente. Uno dei dubbi più frequenti dei proprietari riguarda l’opportunità di ristrutturare l’immobile prima di metterlo sul mercato. La risposta dipende da diversi fattori: il tipo di interventi necessari, il target di acquirenti e il valore aggiunto che una ristrutturazione può portare alla vendita. Vediamo insieme quando conviene ristrutturare prima di vendere e quali sono le scelte più efficaci.

    Quando conviene ristrutturare prima di vendere?

    1. L’immobile è datato o in cattive condizioni Se la casa presenta impianti obsoleti, infissi rovinati o una distribuzione degli spazi poco funzionale, una ristrutturazione può aumentarne notevolmente il valore. Gli acquirenti tendono a preferire case pronte all’uso, evitando di affrontare lavori impegnativi.
    2. Zona e domanda del mercato Se l’immobile si trova in una zona molto richiesta, può valere la pena investire in una ristrutturazione per ottenere un prezzo di vendita più alto. In quartieri con forte richiesta, le case ristrutturate si vendono più velocemente e senza margini di trattativa troppo elevati.
    3. Lavori mirati per un ritorno sull’investimento Non tutte le ristrutturazioni sono convenienti. Interventi come il rifacimento del bagno, l’ammodernamento della cucina e la sostituzione degli infissi possono aumentare il valore percepito della casa con una spesa contenuta rispetto al possibile guadagno sulla vendita.

    Quando NON conviene ristrutturare?

    1. Mercato immobiliare in ribasso Se il mercato locale è in calo, investire in una ristrutturazione potrebbe non portare un guadagno sufficiente a giustificare la spesa.
    2. Costi troppo elevati rispetto al valore dell’immobile Se il costo della ristrutturazione supera il possibile aumento del prezzo di vendita, potrebbe essere più conveniente vendere l’immobile nello stato attuale e lasciare la scelta dei lavori al futuro acquirente.
    3. Acquirenti interessati a personalizzare la casa Alcuni compratori preferiscono acquistare un immobile da ristrutturare per adattarlo ai propri gusti ed esigenze. In questi casi, una ristrutturazione potrebbe risultare superflua.

    Quali interventi aumentano il valore della casa?

    Se si decide di ristrutturare prima di vendere, è importante concentrarsi su lavori che garantiscano il miglior rapporto tra costo e aumento di valore:

    • Migliorare l’efficienza energetica (nuovi infissi, caldaia a condensazione, isolamento termico)
    • Rinnovare il bagno e la cucina, due ambienti chiave per gli acquirenti
    • Tinteggiare le pareti con colori neutri, per dare un aspetto fresco e luminoso
    • Sostituire pavimenti usurati o troppo datati
    • Migliorare l’illuminazione, valorizzando gli spazi con punti luce strategici

    Ristrutturare prima di vendere può essere una scelta vincente, ma solo se fatta con criterio. Analizzare il mercato, stimare i costi e valutare gli interventi più strategici è fondamentale per ottenere un buon ritorno sull’investimento. Se hai dubbi, affidati a un esperto immobiliare per capire se conviene ristrutturare o se è meglio vendere nello stato attuale!

  • Home staging: come aumentare il valore della casa

    Home staging: come aumentare il valore della casa

    Vendere una casa rapidamente e al miglior prezzo possibile è il desiderio di ogni proprietario. Il home staging, una tecnica di valorizzazione immobiliare, aiuta a presentare l’immobile nel modo migliore, attirando più acquirenti e aumentando il suo valore percepito. Vediamo come applicarlo in modo efficace.

    Cos’è l’Home Staging?

    L’home staging consiste nella preparazione e valorizzazione di un immobile per renderlo più attraente sul mercato. Non si tratta di ristrutturazioni importanti, ma di interventi mirati per migliorare l’aspetto della casa, evidenziandone i punti di forza e rendendola più accogliente e neutra per un’ampia fascia di potenziali acquirenti.

    Vantaggi dell’Home Staging

    • Vendita più veloce: Un immobile ben presentato può ridurre significativamente i tempi di vendita.
    • Migliore valutazione: Gli acquirenti sono disposti a pagare di più per una casa curata e pronta per essere abitata.
    • Meno margine di trattativa: Una casa ben allestita riduce la probabilità che gli acquirenti facciano offerte al ribasso.
    • Miglior impatto nelle foto: Le immagini accattivanti aumentano il numero di visite online e gli appuntamenti per vedere l’immobile.

    Come Applicare l’Home Staging?

    1. Decluttering e pulizia profonda Prima di tutto, è fondamentale eliminare il superfluo. Spazi liberi e ordinati fanno sembrare l’ambiente più grande e luminoso. Inoltre, una pulizia accurata contribuisce a dare una sensazione di freschezza e benessere.
    2. Depersonalizzazione degli spazi Gli acquirenti devono poter immaginare se stessi nella casa. Rimuovere foto personali, collezioni e oggetti troppo caratterizzanti aiuta a creare un ambiente neutro e accogliente.
    3. Illuminazione e colori neutri La luce è un elemento chiave nell’home staging. È consigliato sfruttare al massimo la luce naturale e scegliere lampade con tonalità calde. Anche i colori delle pareti devono essere chiari e neutri, come il bianco, il beige o il grigio chiaro, per dare una sensazione di ampiezza e pulizia.
    4. Arredamento minimal e funzionale Se la casa è vuota, è possibile aggiungere mobili essenziali per aiutare gli acquirenti a immaginare la distribuzione degli spazi. Se invece è arredata, bisogna eliminare elementi troppo ingombranti o datati, lasciando solo quelli che valorizzano l’ambiente.
    5. Migliorare gli esterni Il primo impatto è essenziale. Se l’immobile ha un giardino, un balcone o un terrazzo, è importante sistemarli con piante curate e arredi essenziali per renderli più accoglienti.
    6. Profumi e atmosfera Un ambiente gradevole non si percepisce solo con la vista. Diffondere un profumo delicato e naturale, come agrumi o lavanda, può rendere l’esperienza della visita più piacevole e memorabile.

    L’home staging è uno strumento efficace per aumentare il valore percepito di un immobile e facilitarne la vendita. Con piccoli accorgimenti e senza grandi investimenti, è possibile trasformare una casa rendendola più attraente per i potenziali acquirenti. Se vuoi massimizzare il valore del tuo immobile, affidati a un professionista di home staging o segui questi consigli per ottenere il massimo risultato!

  • Affittare casa senza rischi

    Affittare casa senza rischi

    Affittare una casa può essere un’ottima fonte di reddito, ma per evitare problemi legali e finanziari, è fondamentale seguire alcune precauzioni e avere i documenti giusti. Scopriamo insieme quali sono gli aspetti essenziali per affittare casa senza rischi.

    I documenti fondamentali per un affitto sicuro

    1. Contratto di locazione. Il contratto di locazione è il documento più importante, poiché regola i diritti e i doveri di proprietario e inquilino. Esistono diverse tipologie di contratto, tra cui:
      • Contratto a canone libero (4+4)
      • Contratto a canone concordato (3+2)
      • Contratto transitorio (da 1 a 18 mesi)
      • Contratto per studenti universitari

    È consigliabile rivolgersi a un professionista per redigere il contratto, evitando clausole ambigue o non valide legalmente.

    1. Registrazione del contratto. Il contratto di locazione deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula. La registrazione garantisce la validità legale dell’accordo e tutela entrambe le parti in caso di controversie.
    2. Documenti dell’inquilino Prima di affittare l’immobile, è essenziale verificare l’affidabilità dell’inquilino. Richiedere documenti come:
      • Documento d’identità
      • Codice fiscale
      • Ultime buste paga o dichiarazione dei redditi
      • Eventuale contratto di lavoro

    Questa verifica riduce il rischio di inquilini morosi o poco affidabili.

    Precauzioni per evitare problemi

    1. Cauzione e deposito È buona prassi richiedere una cauzione pari a 2 o 3 mensilità, da restituire alla fine del contratto, salvo eventuali danni all’immobile.
    2. Polizza assicurativa Una polizza assicurativa per danni all’immobile e mancato pagamento del canone è un’ulteriore garanzia per il proprietario. Alcune assicurazioni offrono pacchetti specifici per la locazione.
    3. Controllo periodico dell’immobile Concordare con l’inquilino visite periodiche permette di monitorare lo stato della casa e prevenire eventuali problemi.
    4. Scegliere il giusto canone di affitto Stabilire un canone adeguato al mercato aiuta a trovare inquilini affidabili e riduce il rischio di sfitto prolungato.

    Affittare casa senza rischi è possibile seguendo alcune regole fondamentali. Avere i documenti in regola, scegliere con attenzione l’inquilino e adottare misure preventive permette di godere di un affitto sicuro e senza sorprese. Se hai dubbi, affidati a un’agenzia immobiliare esperta per gestire il processo in modo professionale.

  • Quanto vale la tua casa? Guida alla valutazione immobiliare

    Quanto vale la tua casa? Guida alla valutazione immobiliare

    La valutazione immobiliare è un passaggio essenziale per chi desidera vendere casa o semplicemente conoscere il valore del proprio immobile. Sapere quanto vale una casa permette di stabilire un prezzo realistico, attirare potenziali acquirenti e concludere la vendita in tempi più rapidi. Ma quali sono i fattori che determinano il valore di un immobile? Scopriamolo insieme.

    Fattori che influenzano il valore di un immobile

    1. Ubicazione e contesto urbano
      La posizione geografica è uno degli aspetti più importanti nella valutazione immobiliare. Un immobile situato in un quartiere ben servito, vicino a scuole, trasporti pubblici e servizi essenziali, avrà un valore superiore rispetto a uno in una zona meno sviluppata.
    2. Superficie e distribuzione degli spazi
      La metratura della casa è un altro elemento chiave. Tuttavia, non conta solo la grandezza, ma anche la disposizione degli ambienti e la loro funzionalità. Un immobile ben progettato e con una distribuzione ottimale degli spazi risulterà più appetibile sul mercato.
    3. Stato dell’immobile
      Una casa ristrutturata, con impianti a norma e finiture moderne, avrà un valore maggiore rispetto a un immobile che necessita di interventi di manutenzione. Elementi come infissi nuovi, isolamento termico ed efficienza energetica possono incidere significativamente sulla valutazione.
    4. Domanda di mercato
      L’andamento del mercato immobiliare nella zona in cui si trova la casa è un altro fattore determinante. In aree ad alta richiesta, i prezzi tendono a essere più elevati, mentre in zone con minor interesse possono risultare più bassi.

    Come ottenere una valutazione immobiliare accurata?

    • Confronto con immobili simili
      Analizzare il prezzo di case simili nella stessa zona può fornire un’idea indicativa del valore dell’immobile.
    • Utilizzo di strumenti online
      Esistono diverse piattaforme che permettono di ottenere una stima gratuita della casa basata su dati di mercato aggiornati.
    • Affidarsi a un professionista
      Un agente immobiliare o un perito può effettuare una valutazione più precisa, tenendo conto di tutti i parametri specifici.

    Se vuoi vendere casa o semplicemente conoscere il suo valore, effettuare una valutazione accurata è il primo passo fondamentale. Affidarsi a esperti del settore ti aiuterà a ottenere una stima realistica e a massimizzare le opportunità di vendita al miglior prezzo.